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01 dicembre

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Che io sia disperatamente imbranato con le tecnologie, è risaputo. Ma iscriversi a Facebook e trovarsi incasinati, è un tantino da ricovero coatto... speriamo almeno che mi porti un pò di lettori al blog!!!
20 novembre

Divertimento

 
19 ottobre

Ahahah

Quanto siete tutti parecchio patetici. Fate i sinceri, i bravi, quelli profondi, ragazzi e ragazze che no, non sono superficiali. Non lo siete. CREDETE di non esserlo. E prendete per il culo quelli che, al contrario di voi, manifestano apertamente, con coscienza, la loro superficialità. Com'è che dite? "Quanto è vuoto/a..."
Aria di sufficienza, occhi che dicono "Io non sono così".
La realtà è che siete tutti uguali.
Tutte uguali.
Le uniche differenze stanno nel gestire la diplomazia, tipica arte altrimenti denominata "ipocrisia, falsità", nel saper dire "si" quando magari si pensa "no!!!!".
Il problema è che siete diplomatici a metà tempo, part-time, sulla vostra carineria fate costruire grandi castelli, poi la vostra diplomazia cade (come cadono tutti gli atteggiamenti falsi), e s'inculino gli altri.
Dopotutto siete stati buoni, avete avuto fin troppo cuore a dire "si" per qualche mese, può bastare.
E avete il coraggio di fare il faccino schifato verso chi invece, con tutta sincerità, dice "no" da subito. Insensibile, bastardo/a, idiota.
 
Voi invece non siete così, vero?
 
Ma basta raccontar palle, siamo tutti dei gran figli di puttana, alcuni anche in senso non metaforico, in fondo non ci interessa altro che di noi stessi.
E mi fa ridere chi si ritiene altruista.
E mi fa ridere chi dice "io son più bravo/a".
 
L'altruismo, la benevolenza, esistono, ma sono situazioni passeggere, che durano finchè non ci si rompe il cazzo e si ritorna ai propri interessi.
Si ritorna, finchè il nostro buonismo non ci impone un'altra scarica di benevolenza, che altro non farà se non creare illusioni prima, e delusioni poi.
Ma questo non è un problema nostro, noi SIAMO STATI BRAVI.
 
Che pena. Che idioti.
 
 
30 giugno

Meglio cambiare, neh?

Questo pezzo lo dedichiamo alla mia fedelissima Duzza (Ale nun te incazzà, fedelissima LETTRICE), poichè durante questo mio periodo infertile (non parlo in senso sessuale), ella ha sempre fedelmente visitato il mio blog, portando aria fresca in questa vallata desolata, che da qualche tempo è attraversata solo da pallottoloni di erba secca rotolante.
E alla sua richiesta di nuovi post, dico io, potevo forse sottrarmi?
Potevo, ma dai, su, sono cavaliere.
 
Non so se avete seguito, nel vostro tempo mal speso, mentre potevate migliorare le condizioni umane usando il cervello, la campagna pubblicitaria della compagnia telefonica Tre.
Quella, per intenderci, con la Littizetto che fa: "meglio cambiaaaaaaare, neh?"
 
Ecco, finchè le cose stavano così, la pubblicità era allegra, fresca, di quella freschezza imbecille di cui ha tanto bisogno il cervello ce per tutta la giornata ha sacramentato sui libri (ed è per questo che vi perdono, e MI perdono del tempo perso).
 
Ma ora è la perversione. Tutti sappiamo come il medio bifolco armato di videofonino possa riuscire, con la sua presenza molesta, come un moscone, nell colposo intento di scassare le balle rovinando un nostro momento intimo con la natura, mentre osserviamo il paesaggio, con frasi tipo "Caaaaaaaaaaaazzo! Aoh, questa la mandiamo a zia Giulia. Che dici amore? Amoreeeeeeeeeee???".
Molti, spero non tutti, abbiamo visto uno dei suddetti animali videofilmare un incidente stradale, laddove una medio-bassa intelligenza imporrebbe un uso ben diverso del suddetto apparecchio, che so, magari per fare una chiamatina cortese al 118.
 
E' la perversione perchè con la nuova campana pubblicitaria si legittimano, si giustificano gli atti tendenzialmente imbecilli dei citati bifolchi.
 
La prima.
La Luciana Littizzetto ha una voce pacata, suadente, ben lontana da quella che aveva in passato, da gallinotta balenga piemontese. Ti viene da pensare che la mettano in lizza per l Oscar.
Dice, con tono pacato, anzi, si domanda, se sia possibile vedere un paesaggio, vivere un emozione, cose del genere, senza doverle per forza vivere attraverso un cellulare. E li cominci a tifare per lei, gridi di gioia, ti aspetti che, finalmente, si dia ufficialmente, su tutte le reti, si dia, dicevo, del pirla a tutti quelli che per vedere il vestitino del figlio lo debbano per forza videochiamare, anche se sono a 10 km di distanza, e si devono incontrare da li a due ore.
Ma il sogno svanisce. La Luciana dice che si, si può, se, dopotutto, la compagnia Tre ti permette di farlo gratuitamente.
Poi mitiga il tutto con un: "Senza esagerare, eh...".
Ma è troppo tardi, Litti.
 
La seconda.
Lei guida una spider, quasi gnocca, fa tutto un bel discorso, chiedendosi alla fine se è mai possibile lasciare il proprio fidanzato/a con un sms. NO, si risponde.
E qui esulti, capisci che forse si sta lanciando un bel messaggio contro la Moccia's generation, che pensa ad una relazione come a un qualcosa che nasce, si sviluppa, e purtroppo si spegne solo in via digitale.
Niente (o pochi) baci, niente affetto.
Ma poi ancora tutto va maledettamente a puttane.
La Littizzetto dice che no, non si lascia nessuno con un sms, meglio lasciarlo regalandogli un cellulare intero.
 
Fate voi.
 
 
10 giugno

Sconfitta

Ma l avete vista, ieri, la partita Italia-Olanda, l esordio della nostra gloriosa nazionale agli europei del 2008?
 
Da una squadra che deve, o dovrebbe, difendere il titolo di campione del mondo ti saresti aspettato per lo meno una vittoria, magari risicata.
O un pareggio, se proprio si ha sfortuna.
Ma chi cazzo si aspettasse una sconfitta 3 a 0 proprio non lo so.
 
Si, è vero, la composizione è cambiata, rispetto alla squadra che fece il miracolo mondiale, due anni fa: basta nominare un solo giocatore, che fù, ai bei tempi, compagno di squadra dei due allenatori delle due nazionali (Donadoni e Van Basten). E tutti sanno che si diventa allenatori quando solitamente sono trascorse un pò troppe primavere.
Quando si diventa anzianotti, insomma.
E già è difficile continuare a giocare in una squadra normale, a quell'età; una convocazione in nazionale è quantomeno un palese atto autolesionista.
Poi, sfiga, il capitano Cannavaro ha pensato bene di infortunarsi: e chiunque abbia seguito i mondiali sa che ruolo fondamentale abbia sempre svolto, nella difesa.
 
Quest omino, alto quanto una caramella Golia, pareva onnipresente, ubiquo. Quando partiva una qualsiasi azione offensiva, lui la bloccava. E lo speaker sclerava: parte il contropiede avversario, bloccato da Cannavaro, che effetua un passaggio in profondità per... Cannavaro, che scatta sulla fascia, fa partire il traversone in direzione di... Cannavaro (???), di testa, gooooooooal!
Spaventoso. Correva e saltava come un grillo impazzito.
 
E ieri non c'era, col risultato di una difesa praticamente inesistente.
Inconsistente, impreciso, scoordinato anche l attacco.
 
Ma non credo ci sia da disperare: su tre goal, uno trovava la sua base su un fuorigioco fattuale, ma non riconosciuto dalle regole come tale, uno era un autogoal, e uno era un vero goal, oltretutto molto acrobatico e spettacolare.
 
La prossima sfida vedrà schierarsi la Romania contro la nostra nazionale: dobbiamo vicere, o si torna a casa.
 
Appurato che la nostra è una sqadra abbastanza scarsa, e tendente al perdersi d animo, è assolutamente fondamentale pianificare tutto in modo intelligente, sfruttando le nostre poche risorse: abbiamo visto come Del Piero possa essere pericoloso. E' stato inserito in campo quando già eravamo cotti a puntino, ma ha fatto l impossibile, sembrava si fosse fatto una pera di troppo di Uliveto e Supradyn. Anche Cassano ha, secondo me, buone potenzialità, perchè ha un temperamento scazzoso. E abbiamo bisogno di rabbia.
 
Con questi due elementi e uno schema improntato sull attacco, dobbiamo puntare sul timore che una squadra campione del mondo può indurre in qualsiasi avversario. Dobbiamo indirizzare l inizio della partita su attacchi spietati, veloci, in modo da scoraggiare gli avversari e indurli a commettere errori grossolani. Per lo meno spendere quasi tutte le energie per fare almeno due goal, subito, finchè si è freschi: a quel punto, per quanto poco onorevole sia, cambiare tattica e puntare tutto sulla difesa, difendendo il vataggio acquisito. Gli attacchi avversari, causa stanchezza e abbassamento del morale, si farebbero via via più fiacchi, e vinceremmo.
 
Risultato: una vittoria, ma poco piacevole da seguire. Un gran movimento iniziale, ma una grande monotonia per gli ultimi tre quarti della partita. Dopotutto non ci si può aspettare grande spettacolo da una squadra di vecchietti disorganizzati.
 
Ed è questa la mia previsione, se si deciderà di schierare sin dall inizio i migliori giocatori e una strategia offensiva: gran spettacolo iniziale, una trentina di minuti, o addirittura tutto il primo tempo, due goal per noi (di cui uno di Del Piero), per poi veder degradare la partita in un noiosissimo gioco di difesa (da parte nostra) e di attacchi sempre più scarsi (da parte della Romania).
 
Se però la scelta dei giocatori e le strategie rimarranno simili a quelle di Italia Olanda, prepariamoci a tornare a mangiare gli spaghetti di mammà.
 
04 giugno

Le metamorfosi

Non riesco a capire bene. Non sono sicuramente un bravo psicologo. Anzi, come psicologo sono decisamente una sega pazzesca.
 
No perchè, non si può frequentare un corso d'eccellenza di diritto penale, trovare la docente carina, tranquilla e disponibile e farsi fottere in questo modo.
Lei chiede se noi del crso desideriamo effettuare l esame con lei.
Tutti tentennano, io, psicologo fallito, alzo la manina tremula e mi offro.
 
E' una tipa alla mano, mi immagino già con la mia sporca lode e tanti complimenti.
 
Fino a due sere prima dell esame. Incontro un amico, laueato da un anno. Un ottimo studente, tra l altro. Mi chiede che esami ho in porto e gli dico che il primo sarà "diritto penale", e salta fuori che ho fatto domanda di essere interrogato da questa gentil pulzella, che, tra l altro, è pure un giudice.
 
Lui, che ne capisce più di me, capisce al volo la mia enorme cappellata e mi averte del fatto che la bella addormentata nel bosco è in realtà la strega cattiva. E, per essere precisi, la bella addormentata sarei metaforicamente io, solo che nessuno mi avrebbe salvato dallo sbucazzamento del fuso dell arcolaio.
 
E grazie a lui sono corso immantinentemente ai ripari: due giorni di sanguinosi studi per cercare di pararmi il culo verso una interrogazione particolarmente approfondita.
 
E oggi pomeriggio, la grande impresa.
Del corso d'eccellenza siamo in due, io e un altro ragazzo, tipo simpatico.
Si decide che in prima linea ci dovrà andare lui.
Io ascolto il suo esame: mi pare di essere Tom Hanks nel film "Salvate il soldato Ryan" quando è sulla spiaggia della Normandia e vede i suoi uomini mentre vengono macellati.
Guardo questo mio amico, sento le domande, particolareggiate oltre ogni limite, lo vedo sudare sangue, vorrei tirare una bomba a mano per tirarlo fuori di li. Ma viene promosso lo stesso.
 
Poi tocca a me.
 
21.
 
Ma solo Iddio sa come cazzo io abbia fatto.
 
 
 
25 maggio

Oh che bello!

Non avete idea di quanto sia esaltante.
Oggi mi ritrovo con qualche amico, come faccio di solito la domenica. Ci imbattiamo in una manifestazione: fanno vedere delle simulazioni di interventi dei vigili del fuoco, simulazioni con la croce rossa, un'esposizine di un elicottero dei carabinieri.
Poi si nota quacosa d altro: oh minchia, fanno fare dei giri alla gente su un paio di elicotteri civili.
 
Potevo io, con la mia mente baccata, farmi sfuggire l'occasione??? NO.
Compro il biglietto (e dovrò vendere il culo per tre mesi per far riquadrare i conti...) e via.
 
Dovete sapere che soffro un pò di vertigini; in aereo non sento nulla perchè l oblò è piccolo e alto. Li invece quasi tutta la superficie è vetrata: i primi momenti in volo ho rischiato l infarto.
Poi però mi sono ripreso, e mi sono goduto al massimo il volo di "Tango Tango", il nostro identificativo.
Compresa la manovra acrobatica di impennata e picchiata.
 
Bellissimo.
 
Ora vado a vendermi per riempire di nuovo il salvadanaio... uffa.
 
(scherzo... non mi vendo...)
 
 
 
 
 
21 maggio

Wow...

Ora vi dirò di una affascinante scoperta, anche per fare in modo che la proviate e mi confermiate che effettivamente è un qualcosa che funziona.
Oppure no...
 
Vi capita mai di uscire dalla vostra auto, allontanarvi, ricodarvi che non l'avete chiusa, usare il tasto delle chiavi, constaare che siete troppo lontani e quindi tornare indietro, per portarvi nel raggio d'azione delle maledette chiavi?
 
Ecco, forse non sarà più necessario.
 
Mi trovo in questa odiata situazione.
Premo il bottone, ma sono troppo lontano.
Alzo il braccio, è universalmente riconsciuto che un'onda radio viene ricevuta meglio se emessa ad altezza maggiore.
Ma ancora niente.
Allora ho portato le chiavi vicino alla fronte, come a mimare "Uffa, devo tornare indietro... devo ricordarmi di chiuderla da vicino..."
 
E qui accadde il fatto.
 
Inavertitamente premo il tasto delle chiavi, e la macchina emette il carateristico suono di chiusura.
Dopo qualche tentativo posso assumere con certezza che se mi punto le chiavi alla testa, beh... la macchina riceve il segnale!
 
Non solo: per quanto riguarda il mio modello, puntandomi le chiavi alla testa riesco a coprire una distanza 3 VOLTE SUPERIORE rispetto alla normale portata delle chiavi.
 
Sembra una scemenza, e se qualcuno mi avesse raccontato una cosa del genere ammetto che lo avrei mandato affanculo dopo massimo venti secondi.
 
Ma a questo punto, dato che con me funziona, voglio vedere se sono un scherzo della natura e ho una antenna dotata di amplificatore al posto del cervello, oppure se è un fatto che accade a tutti.
 
In tal caso ci sarebbe da ridere.
 
Anche nel primo caso, ma a ridere sarei solo io...
 
 
 
 
 
 
15 maggio

Teatro o psichiatria?

Dottor House, scusami se ti ho pigliato per il culo.
Ora ho bisogno dell aiuto tuo e della tua equipe.
 
Rispondimi, Gregory: cosa cazzo succede alle menti dell uomo quando parla di teatro? Cosa?
 
Perchè quasi tutti sono dotati di un gran senso di discernimento nel distinguere la cosa fatta bene dalla stronzata, e tale senso si autodistrugge all atto di entrare in teatro?
Perchè ragazzi che piuttosto che dire certe cose o compiere certi gesti si amputerebbero un arto con una motosega, sul palco li dicono e compiono addirittura con orgoglio?
Perchè la gente da un lato PAGA per vedere cose che in momenti di lucidità ritene assurde, e SI ESERCITA per mesi per dire e fare cose che quando si trova nella piena capacità di agire non farebbe mai?
 
Perchè, Gregory?
 
No, perchè non puoi essere sano di mente, assistere ad uno spettacolo teatrale, e uscire senza nemmeno uno di questi dubbi. 
Non puoi vedere una storia ambientata ai giorni nostri, con personaggi vestiti in pieno stile anni '40.
Non puoi vedere una attrice che parla col pubblico, e dietro una che fa gesti da invasata epilettica, situazione che se fosse vera, l'attrice si girerebbe e direbbe: "oh, ma che cazzo stai facendo, scema???".
Non puoi fare minuti interi di farneticazioni da eroinomane, perchè così "crei l'atmosfera". Balle, l'atmosfera la creava pure Shakespeare senza tirare in ballo la presunta poesia, la creava De Filippo, attraverso la sola recitazione.
 
E poi, perchè tutti parlano in un modo così antico, quando la storia è ambientata in epoca contemporanea? Perchè parlano come se stessero leggendo, recitando pure le virgole, i punti, e i punti esclamativi?
 
PERCHE', Gregory, alla fine dello spettacolo, quando io mi trovo esterrefatto per tanta mancata naturalezza e tanta diversità tra il verosimile e il recitato, la maggior parte del pubblico si complimenta col regista NON per quei pochi punti verosimili, ma proprio per quei discorsi da fumo di marijuana, per i gesti epilettici, per i morti che prima di crepare esclamano, scandendo le sillabe: "Accidenti, muoio".
 
Forse, Gregory, sono io il malato? Sono affetto da Lupus? Il bacillo Acti Regularis mi è migrato nella testa e sto impazzendo?
 
Dicono che il teatro sia un'espressione artistica in calo. Personalmente, se questi devono esserne i caratteri peculiari, la ritengo una confortante conferma del fatto che la maggior prte della gente, sana di testa, rifiuta la visione di spettacoli da masturbati mentali.
 
Forse, Gregory, non mi risponderai, spero che lo facciano i miei lettori.
 
Per favore...
 
 
25 aprile

Si ha sempre da imparare...

Che cavolo. Ditemi chi di voi non ha mai provato a giochicchiare con quelle macchine maledette che ti fanno spendere venticinquemila euro in monetine da uno con la speranza d beccare quello splendido pallone in cuoio che ne varrà almeno trenta, e tu speri, maledizione, che con la prima monetina, si, ce la farai.
Che avrai un tornaconto di almeno una trentina di euro.
E, a volte, succede. Esempio quella volta che ho pescato (con due soli euro!!!) due splendidi palloni.
Che goduria.
Ma oggi no.
 
Siamo li in due. Io e un padre di famiglia. Tipo simpatico, giovane.
Tentiamo, invano, per due volte ciascuno. E via due euro.
Ci coalizziamo: ci posizioniamo uno ai comandi e l altro che controlla il lato perpendicolare, in modo da centrare le coordinate in larghezza e profondità. Sembra di essere tornati in Vietnam, pare di essere due ufficiali dell esercito che chiedono copertura aerea e calcolano con attenzione le cordinate del nemico.
Più avanti, più indietro, siamo sull obiettivo, sganciare!
E, cazzo, il bersaglio lo becchi sempre.
Solo ce il braccio è poco potente, non regge il peso, e molla la presa.
 
Ma tu sei li, sudato, sporco di terra, con ilpuzzo di polvere da sparo e di napalm con... ah no, quello è il vero Vietnam, scusate.
Non ti capaciti che è solo una maledetta macchina ciucciasoldi.
Ma tutto ha un difetto. Tutto.
 
E il figlio del giovane padre di famiglia lo dimostra: dopo averci guradato per pochi, interminabili minuti, afferra ciò che il nostro genio non comprende: puoi anche collegare il braccio a cinque satelliti dela NASA, ma il pallone non andrà mai su; tuttavia il portello di estrazione dei premi è sempre apribile.
 
Tanto -avran pensato i costruttori della macchina ciucciaeuro- mai nessuno riuscirà a ciullare i premi, l'apertura è troppo stretta.
 
Ma non per il piccolo coraggioso, che si infila dentro per metà, allunga le braccine, afferra un pallone alla volta e lo cosegna, rispettivamente, prima al babbo (i genitori so' piezz 'e core), e poi a me.
 
E noi li, inebetiti, ad osservare tanta perizia nello sgamare il punto debole de nemico -pardon- della macchinetta malefica.
 
Il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio, si dice.
 
Ma a volte basta poco dispendio di euro, sudore, calcoli fisci in cui inserisci temperatura, densità dell'aria, posizone aggiornata del pianeta Venere, peso in newton del pallone e la sana cara indiscutibile illumiazione (anche inconscia), che a truffa si risponde con mezzi non del tutto... come dire... convenzionali.
 
Leone, non rincorrere il coniglio fino a farti venire il fiatone e fare il fico davanti alle leonesse: daje 'na zampata se ti capita a tiro, sennò fanculo.
 
Quanto si impara, dai bimbi.
 
 
28 marzo

Cappuccio e brioche. Prego??????

Ora mi incazzo. Mi va leggermente su la pressione. No, perchè siamo in campagna elettorale, e tutti promettono cose assurde, inarrivabili, delle quali il cittadino medio poco si interessa.
Ora sentite qui. Vado a farmi un giro, una mattina. Ok? Ecco. Non ho fatto ancora colazione, ok? Ariecco.
Cosa fareste voi, avendo due euro in moneta in tasca, più, ovviamente, qualche banconota (poche, a dire il vero)?
Non vi fate un cappuccio e una brioche? Ma certo.
Per non essere ingordi la brioche la prendiamo vuota. Ma si.
E mica ti fai fare il preventivo. Non è come quando vuoi una macchina di seconda mano, ci sono due venditori, e tu ti informi su quale csta meno, o è meglio tenuta. Non è che entri al bar e chiedi il preventivo perchè "così vedo se al bar di fronte pago meno".
A meno che non si voglia fare la figura da pirla, per essere precisi da pirla taccagno.
Entri, bevi, mangi, e paghi. E zitto.
 
Io, contento, pacifico col mondo, in estasi panica, mangio e bevo.
E vado alla cassa, mettendo sul banco la monetozza da 2 euro. Adesso mi da 40 cent di resto, penso.
 
Invece la cassiera mi guarda come fanno certi personaggi da casinò, dove punti 20 e invece la puntata minima è 50.
Ti guardano come un pirla.
 
Dato che restavo li, gaudioso, la sciura mi dice che, prego, ci vogliono 50 cent in più.
 
Prego? Cappuccio e brioche 2 euro e mezzo.
 
Pane a 5 euro al kilo.
 
E parlano di Alitalia, se cederla, tenerla, rottamarla...
 
Ma affogatevi.
25 marzo

Pirata

Tante volte al TG si sente di un pirata della strada.
Che viene beccato, oppure che riesce a rovinare la vita a qualche famiglia investendo i loro cari.
Ma è difficile capire come possa essere scomodo trovarsi faccia a faccia con un tale soggetto, prendere delle decisioni, avere la coscienza che anche in base alle tue scelte possono esserci danni materiali, danni fisici, feriti, forse qualcosa di irreparabile.
 
Purtroppo mi è successo, oggi.
Ero su una strada stretta, a doppio senso di circolazione: non si può accostare perchè ci sono dei muri.
Alle mie spalle sento delle sirene, istintivamente guardo nello specchietto, capisco che ci sono due patuglie e, davanti a loro, una Fiat Uno. Mai più vado a pensare che il tipo è inseguito: penso che 200 metri più avanti c'è uno spiazzo, adesso la Uno accosta, loro passano, e ora che mi raggiungono ho tutto il tempo per infilarmi nello spiazzo sulla destra.
 
Ma continuo a dare un occhio alle mie spalle: il tipo va ad una velocità troppo alta, capisco che è inseguito. Guardo nell'altra corsia: fila di auto.
Non aveva spazio per superarmi, non ne aveva per frenare, e, oltretutto, nemmeno ci provava. Io ero ai 40 orari, e penso all'unica cosa plausibile.
 
"Accelero come un dannato e raggiungo la piazzola al più presto.".
 
Il tutto in un paio di secondi. Tenete conto che ho una macchina abbastanza grossa, me la avrebbe sicuramente distrutta, ma sarei rimasto illeso, o poco ferito. Ma se fossimo andati, nello schianto, ad invadere l'altra corsia, completamente intasata, avremmo fatto un macello.
E così accelero.
Ma davanti a me ho una neopatentata, che, come tutti, va adagissimo. Suono il clacson, faccio i fari come un dannato, quella capisce, accelera, e arriviamo alla piazzola. Io mi ci butto per primo, il pirata fa il pelo alla coda della mia auto.
La neopatentata tentenna nel fare la manovra brusca, la fa un pò lentamente, e rientra circa mezzo secondo dopo. Giusto il tempo per farsi raggiungere dal pazzo che, senza accennare a una frenata o a un cambio repentino di traiettoria, rischia di centrare anche lei, che, essendo già in curva, sarebbe andata rovinosamente in testacoda. Siamo riusciti entrambi a non schiantarci col guard rail inchiodando da circa 70-80 km/h. Una delle due volanti rallenta accanto a me, il militare mi guarda, mi fa un cenno inequivocabile, io guardo la neopatentata, guardo attorno alla mia auto, nessuno schianto, gli faccio OK col pollice. Si ricongiunge coi colleghi all inseguimento del pazzo.
Ma avevo notato una cosa: nella piazzola c'è una donna con due ragazzini. Senza accorgerci li abbiamo quasi centrati. Scendo di corsa col terrore che i ragazzini fossero in realtà tre e che uno fosse ferito.
Per fortuna no.
Allora andiamo a vedere la ragazza che è innaturalmente ferma. Tiene le mani sul volante e piange, dice che guida da poco, che lei li aveva visti, i ragazzini con la donna, che li ha schivati e aveva paura.
Io devo star fermo una ventina di minuti: mi tremano le mani e non riuscirei a guidare lucidamente.
 
Il tutto in 15, 20 secondi massimo.
 
Brutte cose.
22 marzo

Pasqua

Domani è Pasqua. Potrei non fare gli auguri a voi, fedeli lettori? Potrei...
 
Ma ve li faccio.
 
Perchè non è una semplice festa, sapete? Io sono cristiano, non posso pensare alla Pasqua come semplice pausa tra un esame universitario ed un altro, tra verifiche liceali, tra le pratiche che attendono sulla scrivania dell ufficio.
E' un momento in cui, una volta l anno, ci viene comunicata la speranza.
 
Sembrano cose idiote e romantiche. Ma tu guarda Alberto, questo bigotto che viene a farci la paternale sulla speranza e su Dio.
Non dico che sbagliate.
Non è mia intenzione fare di questo pezzo uno strumento di conversione, non intendo plagiare la mente di qualche ateo per indurlo alla conversione. Non ne sarei nemmeno capace.
 
Avete ragione, amici. Pare proprio che siamo soli. Pare che non esista un Dio, visto che proprio a noi, gente buona, capitano una serie a volte soffocante di disgrazie, mentre ad altri, bastardi, assassini, stupratori, non solo non capita alcunchè, ma quando vengono braccati per le loro malefatte escono di prigione dopo poco e vengono contattati, perversamente, per fare da testimonial per qualche prodotto, oppure per diventare noti personaggi televisivi.
Fai un servizio fotografico e hai diecimila euro.
Fai il tuo dovere, sei un uomo onorevole, e hai fatica, e se va proprio male, veri e propri casini.
Dove sta Dio?
Avete ragione, è un gran bel casino, e incazzarsi è più che legittimo.
Personalmente ho trovato una spiegazione nel fatto che Gesù stesso dica che il suo regno non è di questa terra, e quindi, religiosamente parlando, è logico pensare che qui spadroneggi il diavolo, ma è altra storia.
 
Nella Pasqua, sempre facendo un discorso religioso, una volta l anno ci vien ricordato che, oltre la sofferenza e la morte, abbiamo quel gran sollievo che è la resurrezione, alla quale, per ovvi motivi, per ora ha avuto accesso solo il figlio di Dio.
Per ora, nell immediato, possiamo solo accedere al paradiso in forma non fisica.
 
E certo, han ragione anche quelli che, oltre a non credere, ritengono questo "rimedio consolatorio" un tantino, come dire, astratto, inutile. Esiste la medicina, per chi sta male, ed eventualmente esiste la psicologia e la psichiatria. Ma sono intimamente convinto che certe paure, certe delusioni, sofferenze, possano trovare sollievo solo in queste credenze, che tanti giudicano antiche e fasulle. Credenze nelle quali trovano sollievo gli animi di quelli che ci credono. Ed è un sollievo che può valere anche per questioni incofessabili, che non diresti nemmeno allo psicologo più fidato. Perchè nemmeno la medicina più moderna riesce ad eliminare tutte le malattie di questo mondo. E finchè ci sarà anche un solo uomo sofferente, esisterà la domanda: "Perchè a me?".
Domanda che non ha risposta. Si può solo avere delle speranze, anche riguardo al mondo dopo la morte. Credo che per nessuno sia troppo sgradevole credere che, per dirla tutta, dopo la morte il nostro essere vada totalmente a puttane. Che non sia sgradevole pensare che per la sofferenza si possa avere qualche ricompensa.
La serenità, qui, non ce la può dare Dio, non ci può aiutare. La serenità la create voi, con la speranza della salvezza. Tutte le volte che aiutate un amico, tutte le volte che siete bravi genitori, voi portate qui il paradiso.
E domani a voi, a noi, verrà detto: "Voi faticherete, soffrirete, forse morirete, ma poi risorgerete."
 
E, nei miei auguri, è incluso l augurio a trovare questa serenità. Che siate credenti o meno, non è una brutta cosa.
 
Auguri, amici!
 
 
 
 
 
18 marzo

Istruttore

Bisogna rendere onore ai veri eroi del nostro tempo.
Chi sono? Eh già, perchè a dirla così sembra che si parli, che so, di soldati, di medici, di pompieri... no.
 
Gli eroi del nostro tempo sono gli istruttori di guida.
 
Ora, non so quanto questi impavidi percepiscano di stipendio, ma so che ogni giorno rischiano la loro vita per formare noi, giovani imbranati, e darci la possibilità di uscire il sabato sera.
Ho assistito, oggi, all inizio di una lezione pratica di guida. Perchè, dovete sapere, io nelle pause studio vado spesso a bermi un caffè al bar, e vicino a questo bar c'è una scuola guida. Da li partono e si concludono tutte le esercitazioni pratiche.
Io mi bevo il mio caffè ed esco.
Vedo che una ragazza sta per cominciare la sua guida e, come sempre, mi fermo a vederne la partenza.
E' sempre una cosa divertente.
L istruttore un pò mi conosce, e mi fa un cenno di saluto, ricambio.
Sono abituato, e so che questa sarà una partenza esilarante. La ragazza infatti entra in auto e si guarda in giro.
Il suo viso esprime tanta serenità quanta potrebbe averne una suora canossiana in un porno-shop.
 
E qui, scusatemi, mi parte l infervorata. Contro tutti quei genitori che, dato che i figli hanno il foglio rosa, li spediscono direttamente agli istruttori perchè "quello è il loro lavoro". Ma cazzo, porta il tuo figliolo in un parcheggio, fagli almeno accendere la tua auto, o hai paura che il cambio della gloriosa Panda 4x4 del 1988 ceda proprio ora? Hai paura che ti fonda la frizione? Che ti si svitino le ruote?
Niente da fare, li mandano, motoristicamente vergini, tra le braccia degli istruttori.
 
La canossiana decide che sarebbe anche ora di accendere la Punto, dato che siamo li da un paio di minuti. E lo fa.
 
E da quel momento mi viene in mente un film del 1986, che da piccolo amavo tantissimo, e che nonostante lo conosca a memoria amo tuttora.
Top Gun.
Per chi non lo conosca (eresia!) è un film a sfondo militare, il protagonista è un pilota che tra un volo e un altro si ciulla una delle sue istruttrici. Ad ogni modo, non è che la ragazza sia dell'aeronautica, non è in uniforme e non sembra appartenere ad alcuna forza armata.
Però il suo modo di decollar... Pardon, partire, ricorda senza alcun dubbio, un F14.
Probabilmente ignara dell uso del cambio, e della sua esistenza, la pulzella accelera rabbiosamente mentre è ancora in folle.
La cosa simpatica è che ci vuole qualche secondo perchè afferri la situazione, probabilmente sta smanettando con la frizione chiedendosi dove cazzo sta sbagliando, e il perchè quello stronzo seduto alla sua destra non le dice cosa sbaglia. Ed infatti lo fa.
Vedo che le parla, e poi con la mano sinistra muove qualcosa al centro del tunnel: suppongo che le abbia inserito la prima.
A questo punto il cacciabombardiere comincia a rollare. Dovrebbe cominciare. In realtà sale di giri, sta fermo, borbotta, saltella, si ferma.
 
Eiezione, presto, precipitiamo, mayday mayday, tira la leva, SWASHHHHHHHHH.
 
Ha mollato la frizione di botto e il crudele motore ciclo otto la ha penalizzata.
Ma si, ritentiamo.
Accende, freccia, e via conle manovre di rollaggio. Questa volta pare che vada. L F14 sale paurosamente di giri, la velocità è minima, la ragazza allora molla i fren... pardon, la frizione, e sembra che il decollo volga verso il successo. Se non fosse che dieci metri più in la si ferma di schianto. E qui bisogna essere bravi, per far fermare la macchina quando stai gia in moto. Dovrò chiederle come ha fatto.
Terzo tentativo, stavolta parte. Ma parte come in un rally, sembra che la piccola Punto debba vincere la Parigi Dakar.
Infatti la puzella esagera ancora con la frizione, motore alle stelle, partenza lenta, e qui la divina illuminazione. Forse se do gas la carretta non si spegne. Ma a tutto, se non sbaglio, c'è un limite. Ad ogni modo, vittoria, la ragazza parte con tanto di fischio di gomme e strisciata nera sull asfalto, mi aspetto di vedere le altre auto che partono per il rally, con le loro marmitte scoppiettanti. Ma poi mi ricordo che sto davanti ad una scuola guida.
Il dilemma è che, solitamente, bisogna anche frenare. Il dilemma è che la ragazza si avviava verso un incrocio a T. Il dilemma è che se non avesse svoltato da qualche parte, o anche solo frenato, sarebbe riuscita a contare i sassolini che compongono quel bel muro di cemento armato. Ma lei se ne frega, va, dritta come un fuso, accelerando, senza cambiare marcia, col motore che ulula, e pensi che tra un momento avrà inizio un processo di fusione nucleare. Inconsciamente associ la Punto al sottomarino sovietico K19.
 
Ma poi, dal cielo, arriva la forza per l istruttore, la forza vitale di premere il freno d'emergenza, salvare qualche vita, evitare un incremento danaroso per carrozzieri e beccamorti, e tirare presumibilmente qualche porcone.
 
Poi la Punto sparisce all orizzonte, ululando.
 
Onore a loro, amici. 
 
 
01 marzo

Collirio

Nono, non è un trattato di oculistica. Non so se avete notato: è normale, in ogni programma che si rispetti, che qualcuno pianga.
E, tra la giungla televisiva spicca, splendente di luce propria, il Grande Fratello, utile cavia per lo studio del singolare fenomeno.
Se non sbaglio siamo alla ottava edizione, forse la nona. Non ho mai avuto la curiosità di buttargli un occhio, ma recentemente ho avuto una virata nella filosofia televisiva.
 
E, ammetto, qualche pezzo me lo sono visto.
 
A parte la singolarità del/della concorrente Silvia, al secolo Giuseppe, dichiaratamente trans, che ti fa venire atroci dubbi esistenziali sul come diavolo fare a distinguere una donna vera da un trans, dato che saltano fuori così bene, che ti fa andare in analisi con la fobia di conoscere una bella ragazza che, ahimè, dopo due mesi ti confessa che l anno prima si chiamava Antonio e che, maledizione, non è sempre stata allenatrice nella palestra del paese ma era idraulico, che ti fa avere incubi nei quali incontri la donna della tua vita e la perdi perchè due minuti dopo averla conosciuta tiri fuori un test del dna per scoprirne il vero sesso e lei ti manda affanculo e, maledizione, era la volta buona, "XX".
A parte quello, piangono tutti. Passi il pianto delle ragazze, chi non si ricorda le lacrime facili della bella compagna di banco liceale? Ma gli uomini! Il "Cumenda" con tutta la sua boria e manie di onnipotenza piange nel vedere la fidanzata. Christine piange perchè il Cumenda è cattivo con lei. Altri personaggi dal nome a me ignoto piangono per motivi altrettanto ignoti.
Vuoi vedere che esiste un tariffario? Vuoi vedere che il piantino patetico aumenta l audience e comporta un premio danaroso al colui che ha appena perso la dignità davanti alla Nazione?
Chi di voi non ricorda la tragicomica scena di Dan Harrow all'isola dei fetus... FAMOSI in cui il nostro impavido, in evidente stato schizofrenico, comunicava al mondo con ducesco tono che lui era invincibile, forte, e che gli altri concorrenti avrebbero visto di che pasta era fatto, e che la sera piangeva singhiozzante scusandosi per aver rubato i cestini, perchè "aveva fame".
 
Dr. Jackill and Mr. Hyde.
 
Secondo voi, se quando tornano alla vita reale, che so, gli rigano la macchina, cosa sarebbero capaci di fare? Tirano fuori la boria alla Rambo e ammazzano tutti nel raggio di settanta metri, si mettono a piangere, o passano subito al suicidio facendo harakiri con il tergicristallo?
Inzi il televoto!
 
 
28 febbraio

Pippo, Pippo...

Domanda, e rispondete con animo sincero: quanti di voi, coraggiosi, baldi virgulti sta guardando il festival di Sanremo?
E occhio che la guardatina di un decimo di secondo mentre si fa zapping non è sufficiente per dare una risposta affermativa.
Ve lo dico io: FORSE tra tutti voi, miei fedelissimi, ci saranno due anime che, piuttosto che darsi le consuete cinquanta frustate per la peniteza quaresimale, han fatto un patto con l Onnipotente più o meno in questi termini: "Oh Signore, oggi ho trasgredito mangiando molta cioccolata, per penitenza non mi frusto perchè ho la schiena a pezzi, però guardo Sanremo."
 
E fù il flop. Peggio di così non poteva andare. Lo stanno seguendo in quattro gatti. Ma non è questo il punto; c'è pieno, saturo, di programmucci che partono e poi precipitano rovinosante. Ma qui si arriva al perverso: a Pippo Baudo che perde la brocca e ammonisce lo Stivale intero, bischeracci voi che non mi guardate. Per essere precisi ha dato dell "Italia di merda" alludendo a tutti coloro che OSANO guardare programmi spazzatura e non si degnano di prestare attenzione a quel programma di elevatissimo tenore culturale che è, ovviamente, il festival.
 
Pippone, un pò ti capisco. Anche a me stan sui torroni certi programmi della tipologia del GF o di Stranamore -che, con mio grande sollievo avevano promesso che sarebbe morto con Alberto Castagna, ed invece è stato resuscitato a tradimento (Stranamore, non Castagna...)- ma così non si fa, da bravo. La gente guarda quello che le piace, evidentemente nel festival qualcosina non va.
E, seppur arterosclerotico, non credo ti sfuggano le ragioni di fondo: tu sei uno stoccafisso ormai maleodorante, non ti si insaporisce più nemmeno con dosi industriali di olio di oliva, capperi e origano.
I concorrenti sono stantii e muffosi, alcuni drammaticamente comici. Si guardi la Bertè. Nessuno ha mai detto che un cantante non più giovane non debba essere apprezzato. Guardate Sinatra, che è morto non troppi anni fa: carriera splendente, voce poderosa, contegno consono ad un uomo della sua età.
La Bertè, presa qui come capro espiatorio (non si creda che gli altri concorrenti siano da meno), è una tragedia vivente: minaccia suicidii come una teenager disadattata, si veste come si vestiva Avril Lavigne (che dopo qualche anno FORSE comincia a capire cosa voglia dire "vestirsi", che è diverso da "coprirsi"), canta canzoni rubacchiate, tanto da essere squalifcata.
E poi c'è lui, il Chiambretti, che da una ventata di freschezza, ma comunque insufficiente a spazzare via tutto l odore di pattume.
Siete esplosi, carissimi. E' come immaginare una "Corrida" condotta da Mike Bongiorno. Avete rotto i carburatori. Siete a piedi.
 
E' vero, Pippone, il gusto italico per la tv è quantomeno bruttino. Ma meglio mangiare un cattivo panino con poco prosciutto, che uno bello pieno, con ogni ben di Dio, ma lasciato al sole e alla pioggia da due settimane.
 
Questo lo capisci, vero?
 
 
 
25 febbraio

Info su di me

Di norma mi sono sempre stati un pò antipatici tutti coloro che nei loro blog raccontano di quanto sia stata "stilosa" la festa del sabato prima, di quanto sia stata esaltante la serata al pub con la bellona del liceo, di quanto sia stronzo il tale prof che a te da 4 e all amico leccaculo da 8.
Antipatici perchè parlano di cose private, che interessano solo a loro, mentre io, generalmente parlando, sono sempre restato -o quasi- su argomenti generali, che potessero potenzialmente toccare tutti.
 
Ma oggi faccio una virata, cambio la mia condotta generale, raccontandovi un pò delle mie materie universitarie in questo semestre.
Siamo a quota quattro materie. Cinque per quelli che ancora devono dare l esame di economia politica (che fortunatamente ho dato un anno fa). Andiamo in ordine.
 
DIRITTO PENALE: Materia estremamente interessante, una delle colonne portanti di ogni facoltà di giurisprudenza. Il suo unico difetto è la disposizione perversa degli orari in cui si tengono queste lezioni: solo et solamente dalle ore 17.15 alle 18.45. Dalle cinque e un quarto di sera fino a un quarto alle sette.
Il dilemma è che pur essendo una materia interessante, in certi punti raggiunge livelli di specificità, di distizione minima tra gli argomenti così lieve, che se fosse una grandezza misurabile sarebbe pari a un micron.
E, porca miseria, quando stai in facoltà da undici ore, e a pranzo hai mangato poco e in fretta perchè avevi lezione, e ora guardi fuori e ti prende l'ansia perchè sta calando il nebbione che non ti fa vedere più manco la punta del tuo naso, e hai fame, perchè stai scoprendo sulla tua pellaccia quanto sia bugiarda quella stronzetta dai capelli rossi della pubblcità che mangia una Fiesta ed è sazia tutto il dì, manco avesse mangiato una razione K dell esercito, e il tuo docente ti spiega la "sottile ed interessante differenza tra dolo eventuale e colpa con previsione", allora si, li comincia il devasto.
Si racconta di ragazzi che, manco avessero ingerito una betoniera di LSD, hanno avuto allucinazioni mistiche in cui han mentalmente trasfigurato il docente sostituendolo all immagine di S. Pietro con tanto di mazzo di chiavi.
Anche a me è successo, ma altro che S. Pietro, meglio immaginare Salma Hayek vestita da bandida.
 
DIRITTO COSTITUZIONALE 2: Materia non male, se non fosse per la drammatica lentezza espositiva del docente. Ha un curioso modo di parlare: inspira, comincia la frase ad un volume paragonabile a quello del Challenger in fase di decollo, fino ad arrivare, in grave debito d ossigeno, alla fine della frase con un fil di voce. Per poi inspirare violentemente con un sinistro sibilo polmonare e ricominciare il ciclo.
Per un'ora e mezza.
 
DIRITTO COMMERCIALE: Bestia, bestiaccia nera. Frazione del Codice Civile che tratta di tutto ciò che bisogna sapere su... mah, vallo a capire. La prima lezione è stata drammatica: la docente carinissima che si preoccupa di noi, che non voleva che avessimo difficoltà di comprensione, e così via. Bella impressione.
Comincia a spiegare, e cade un silenzio di tomba.
Dopo 45 minuti di sofferenza (nostra) e di amorevole esposizione (dal suo punto di vista), ci chiede, cortese, se abbiamo delle difficoltà, se ci è sfuggito qualcosa. Come previsto nessuno fiata, occhi vitrei, respiro affannoso.
Un pò come parlare in aramaico e poi chiedere, in italiano: "quale passaggio ti è sfuggito?"
Dire che non hai capito un cazzo è imbarazzante, quindi per tutta risposta fai finta di scrivere quacosa sul tuo quaderno, sentendoti come Fantozzi nel post "Corazzata Kotiompkin".
 
DIRITTO INTERNAZIONALE: Materia "fuffa", gradevole e relativamente facile del semestre, della quale una metà  già stata affrontata il primo semestre e dove, modestamente, ho preso un gran bel "30 e lode".
 
3 anni abbondantissimi alla laurea.
 
 
 

Casinò Royale

Mi sono gustato l ultimo film della saga di James Bond.
Film bello, nulla da dire. Tuttavia ci sono delle cose che balzano agli occhi: l'estrema abilità di alcuni personaggi e l'estrema inettitudine di altri.
E non si tratta di piccolezze. Tanto per non rovinarvi la eventuale visione del film, ne parlerò in modo vago.
Per fare un esempio, la scena iniziale: c'è il fustacchione Bond che affronta in un corpo a corpo il cattivone di turno.
E fin qui ci siamo abituati.
Il fatto è che la lotta rimanda la memoria ai vecchi film di Superman, con una spruzzatina di Uomo Ragno e perchè no, guarnizione di Tartarughe Ninja. Perchè, che cazzo, non si può pensare che un corpo umano possa saltar giù da una gru senza rompersi nemmeno un dito del piede. Ma loro fanno di più, saltano, strisciano, corrono (come cazzo fai a correre come un'automobile, se sei a piedi???)
Ma poi, figata: il fuggitivo si rifugia nella sua ambasciata; Bond, siccome è fico, se ne sbatte altamente i coglioni di ogni convenzione di diritto internazionale, irrompe nell'ambasciata, ammazza una trentina di militari e fa secco il cattivone.
E qui emerge la comica inettitudine dei soldati dell'ambasciata.
Piccolo inciso: io frequento un poligono di tiro, a cinquanta metri centrare un bersaglio della grandezza di un uomo non è un giochetto ma nemmeno una gran cosa; questi tangheri qui sono soldati addestrati, circondano il nostro eroe da tutte le parti, gli sparano come invsati, ma volesse Dio che gli arrivi UNA sola pallottola! No, rimane illeso. Nemmeno una scheggia.
E poi, amici, io sono un tradizionalista.
Se mi dite James Bond associato alla parola "drink" io vi rispondo: "Una vodka e Martini, agitata, non mossa, gelata, non fredda... E con l'oliva!". NO.
Questo tamarindo biondo va al bancone. Io già mi pregusto la richiesta del famigerato Martini, pronunciata con non chalance e allo stesso tempo aria di superiorità, così come insegna Sean Connery quando, anni fa, interpretava il mitico agente segreto.
Ma lui, il tamarindo, non prende il Martini. Nossignore.
Francamente lo choc è stato forte e non mi ricordo il nome del drink, ma dal colore mi sembrava qualcosa di simile al Coca e Ruhm.
Ci mancava che ci mettesse l ombrellino rosa ed eravamo a posto.
Assurdo, imperdonabile.
Ma una cosa la devo dire: il tamarindo biondo ha gusto nella scelta degli occhiali da sole; li ha uguali spiaccicati ai miei, solo che io l ho preceduto nell acquisto di un anno e mezzo.
Più di me ha solo una Aston Martin...
 
Dopotutto il mio nome è Calabrò.
ALBERTO Calabrò.
09 febbraio

E mò me sò rotto i cojoni...

Io il prossimo tanghero che mi chiede che cosa faccio a S. Valentino lo appendo a testa in giù per gli alluci.
Mi avete esaurito, voi tamarindi fortunati che passerete la notte (o la sera, o il pomeriggio) felicemente e teneramente abbracciati alle vostre metà: io la metà non l ho, sono incompleto, lo sono sempre stato.
E non vi nego che lo sono non per colpa mia.
Si fa prima a fare i fighi, a dire che "non me ne frega un cazzo, le ragazze ti fanno spendere e rompono le palle", ma io con voi lettori sono sempre stato sincero, e vi dico che me ne frega qualcosa, le ragazze ti fanno spendere, ma sarebbero euro ben spesi, a volte rompono ma sono adorabili quando lo fanno.
E vi dico, cari fortunati, un buon 20% di voi, oltre a rompere le palle al sottoscritto con domande invadenti, è anche irrimediabilmente idiota.
Voi, fortunati, perdonate le vostre presunte metà per gli errori più gravi, vi fanno le corna e perdonate, sono indelicati e perdonate, fanno li idioti a tempo pieno e perdonate.
Possibile che persone poco serie vengano perdonate a ripetizione e persone serie, di provata maturità, di fedeltà potenzialmente assoluta vengano lasciate indietro?
 
Mi fate esaurire, voi del "cosa fai a S. Valentino", come se si dovesse cercare di amare al massimo delle proprie possibilità solo per un giorno all anno.
 
Mi fate ridere, ma di un riso triste, TUTTI voi che dite di amare in base alle qualità dell altro: balle balle balle.
Lo sapete.
Forse non per sempre, forse solo per ora che si ha vent anni: ma per ora sono balle.
 
E siete convinti, malatamente convinti, di poter fare a meno di tanti divertimenti in favore dell amore vero, quello che nasce da "quello che l altro ha dentro".
Non resistereste due giorni, senza le vostre uscite la sera, senza le vacanze con il morosino, senza tutte le cose piacevoli.
Le quali sono belle, ma non sono le sole.
Invece pare che, a parte i vostri discorsi moralisti, se queste possibilità sono attenuate da qualche problema del fidanzato/a, allora no, al massimo egli o ella sarà un amico/a, perchè "sono giovane e mi voglio divertire".
 
Cosa vi ha colpito della vostra metà? Le qualità del suo animo o il fatto di essere belli, di avere la macchina, di andare in vacanza per i cazzi propri?
Perchè se è la seconda opzione che vi ha colpiti, e allo stesso tempo vaneggiate di essere "colpiti da ciò che uno ha dentro", consentitemi, siete degli stronzi idioti.
 
E fatevi i cazzi vostri, che al mio 14 Febbraio ci penso io.
30 gennaio

Mah...

Vorrei prendermela con certe situazioni idiote che capitano nei film.
Ieri sera mi guardo, su Italia uno, un filmettino d'evasione: "Un principe tutto mio".
Stereotipato, ma dopotutto piacevole.
Dico "stereotipato" perchè la trama è tipica: lui principe incontra lei, borghese paffuta, la quale, ovviamente, non sa che lui è principe e si innamora. Poi lo scopre, si amano, si mollano, si riprendono e vissero tutti felici e contenti.
Scontato, ma se ti giochi bene le carte il film diventa godibile. E, in effetti, tutto fila liscio, fino a metà film. Quando lei, la paffutella Page Morgan, scopre che lui, squattrinato sotto mentite spoglie, è in realtà il delfino di Danimarca (non è un pesce, dicesi delfino l erede al trono...).
Dato che sono innamorati, che a lei cola melassa dagli occhi e dal naso quando lo vede, che prima di scoprire il fatto stavano pomiciando nella biblioteca del college (probabilmente nel settore "filosofia tedesca" dove accede una persona ogni 42 anni), pensi che ora lei vada in brodo di giuggiole, lo abbracci, lo baci, e trik e trak, insomma, ti aspetti che il momento del "ti lascio perchè non mi sento me stessa" sia posticipato.
Ma no.
E qui sono basito.
Lei si trova innamorata, lui innamorato, può vivere la sua vita tranquilla, farsi i cazzi suoi tra tanto di quel denaro da comprare Cuba, le Hawaii e le Mauricius, ma no. Si incazza, dall alto del suo metro e quindici, la bella Page Morgan (Julia Stiles), gli dice che è un falso e TA DAAAAAA è anticipato il momento del "lasciamoci perchè non abbiamo capito un cazzo".
 
Eh si, sono finiti i bei tempi di "OC" e "Dawson's Creek"...
li si che per quanto idiota fosse la serie, c'era per lo meno logica: ci si incazzava perchè la bella Joy andava con Pacey, per poi farsi, la puntata dopo, il migliore amico di lui, Dawson, il quale, secondo me, intrattiene una relazione omosessuale con l avvocato di OC Sammy, padre adottivo del povero sfigato di turno Ryan, fratello di Seth, il quale il sabato sera, per chiudere il cerchio, gioca a Monopoli con Joy.
 
Queste sono cose che fanno incazzare, se ti ciullano la ragazza, se ci giocano impunemente a Monopoli, se non vedi una puntata e non ci capisci più un cazzone di nulla e vorresti morire perchè segui la serie da quindici anni.
 
Quindi, signorina Morgan, se il fidanzatino la dovesse far arrabbiare di nuovo dicendole di aver comprato una Fiat Panda che si rivela poi una Ferrari 599 Fiorano, mi chiami che la sostituisco, sorvolando sulla mia pur solida eterosessualità.
 
Oppure ciullandomi la sorella del delfino, la signorina Arabella, facciamo prima...